Andria, villa comunale ancora senza recinzione: la denuncia della L.A.C.

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“Si pensava che l’impegno instancabile e civico di decine e decine di rappresentanti di associazioni andriesi fosse solo perdita di tempo[…] nulla è servito a demolire quell’azione che rimane storica quale la più grande, libera, incondizionata e democratica petizione popolare che si ricordi nella storia cittadina dove proprio i principi della partecipazione di tutti, anche di quelli che la pensano diversamente, è sempre stata messa sotto i piedi da rappresentanti istituzionali poco inclini all’ascolto, al confronto e timorosi del canto delle sirene e delle diomedee.

No, quell’impegno aveva un fine importante: porre l’attenzione su un problema di interesse generale senza i condizionamenti della politica che anche in quella occasione si divideva tra interessi, forse anche legittimi, e altre forme di contrasto proprie e tipiche di quell’ambiente strano, obsoleto e fatiscente, quando non nauseabondo.”

L’Associazione, infatti, non ne fa una questione di colore politico, quanto di un modo “strano” di fare e di intendere la politica: “ Quando le proposte vengono dalla base e dai cittadini per suggerire, prevenire e dare un contributo al bene comune, non si può far finta di nulla.”. Così, le oltre cinquemila firme raccolte a favore della recinzione totale della villa comunale di Andria oggi sono come carta straccia ed afferma L.A.C.: “ è innegabile ammettere che se qualcuno avesse avuto la libertà e il buon senso di dare seguito a quel suggerimento tutto ciò che nel frattempo è accaduto e sta continuando ad accadere avrebbe potuto sicuramente essere evitato. Noi continuiamo ad essere convinti che la protezione della villa comunale di Andria debba passare attraverso la recinzione totale con servizio di guardiania che sia frutto di scelte in base a meriti e a competenze specifiche e non ad improvvisate e affidamenti a sistemi inutili di sicurezza che non servono a nulla se non a disincentivare la fruizione di quel luogo pubblico.”

Il vero problema per l’Associazione è il modo di programmare il futuro, denotando una lungimiranza che si ferma solo pochi passi più in là: “Rimaniamo dell’idea che si debba superare un grosso limite dell’amministratore pubblico il quale pensa di spendere poco e bene senza rendersi conto che quel poco alla volta va a creare un cumulo che porta a spendere molto di più di quanto si creda”.
Michele Noviello

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