Bisceglie, salvare le palme dal punteruolo: piano d’azione dell’associazione BVE

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Le prime segnalazioni del “Rhyncophorus ferragineus” o “punteruolo rosso” risalgono al 2006, quando ad essere colpita fu la città di Molfetta; dopo 3 anni toccò a Bisceglie, e a tale proposito l’ing. Logoluso si è posto una domanda :” Nei tre anni di allarme, invece di prepararsi seriamente per allontanare il pericolo del parassita ormai noto e (altrove) affrontato con successo, come il tempo e i mezzi a disposizione consentivano, cosa facevano “amministratori” politici e “responsabili” municipali con i rispettivi incaricati e titolari d’appalto addetti alla “manutenzione” (o manomissione) e alla “cura” (o menomazione e sfruttamento lucrativo) del maltrattato verde pubblico cittadino?”.

La risposta è semplice e la fornisce egli stesso:” Assurdamente e incredibilmente, continuavano a tagliare alberi, ma non solo: “potavano” anche le palme in modo eccessivo e rovinoso, senza ragione, segando via di netto migliaia di grandi foglie all’attacco sul fusto quando erano ancora verdi e in pieno sviluppo vegetativo, asportando ripetutamente fino all’ottanta per cento del casco vivo e tagliando anche sette od otto corone fogliari con varie diecine di gambi per pianta. Non occorre essere professori di botanica o entomologia per sapere che procurando alle palme (specialmente del genere “Phoenix”) tante ed estese ferite aperte, in parti non secche, queste continuano a trasudare linfa per lungo tempo, rilasciando nell’aria abbondanti tracce molecolari delle stesse sostanze aromatiche (cairomoni) che guidano precisamente i “punteruoli” sulle piante lesionate, dove depongono le uova- e continuando spiega – Infatti (e ovviamente, date le controproducenti “potature”) nessuna metodologia di effettiva prevenzione contro il diffondersi del “punteruolo rosso” a Bisceglie sarebbe stata applicata, mentre l’unico tentativo di intervento terapeutico eseguito su palme infestate o sospette di infestazione, sarebbe stato un trattamento chimico (insetticida) rivelatosi complessivamente inefficace (oltre che possibilmente inquinante), vista la perdita sopravvenuta, sino all’inizio del dicembre 2012, di circa sessanta palme similmente “trattate” e infestate dai “punteruoli” nonostante la terapia.

Infatti, nonostante l’infestazione ormai in atto, l’aggravata situazione complessiva di emergenza, le perdite subite, i ritardi, gli errori e le omissioni, le minacciate palme di Bisceglie possono ancora essere protette e salvaguardate con successo e senza spese insostenibili o eccessive: ma occorre intervenire immediatamente seguendo un preciso piano integrato di prevenzione e cura, sinora mancato.

E’ questa anche la qualificata opinione del tecnico botanico Andrea Riccetti, esperto attualmente impegnato in un programma di recupero fitosanitario svolto in collaborazione con l’Università di Cosenza, il quale in compagnia di un assistente ha eseguito due sopralluoghi in città, su invito dell’Associazione “Bisceglie Vecchia Extramoenia”, offrendo gratuitamente la propria consulenza specialistica, esterna e indipendente, sul problema locale del “punteruolo rosso”.

Riunendo inoltre risultanze ed esperienze degli ultimi tre anni di ricerca e documentazione sull’argomento, si possono riassumere le linee guida di un piano di intervento specifico per Bisceglie, che assicuri la tutela delle palme (principalmente delle specie “Phoenix”) e l’eliminazione sul territorio dei pericolosi “punteruoli” :

Primo punto (prevenzione passiva): evitare sempre la potatura innecessaria delle foglie verdi o vegete sulle palme, limitandosi unicamente alla rimozione del fogliame secco e soltanto nel periodo invernale. (Stima del costo: nullo – o negativo, risparmiando denaro impiegabile per attuare i punti seguenti del piano).

Secondo punto (prevenzione attiva di zona): realizzare e mantenere in efficienza un sistema protettivo costituito da trappole specifiche per la cattura degli esemplari adulti di “punteruolo”, articoli normalmente disponibili in commercio e impiegati da anni con ottimi risultati, che catturano i coleotteri mediante una doppia azione, ferormonica aggregativa-sessuale e congiuntamente attrattiva-alimentare tramite apposite esche a base di zuccheri aromatici volatili. (Stima del costo: per l’acquisto e il mantenimento annuo di 50 trappole e relative esche rinnovabili, circa 2500 Euro; aggiungendo le spese applicative e manutentive, in totale circa 5000 euro).

-Terzo punto (prevenzione attiva puntuale): le palme maggiori, monumentali o secolari (come pure tutte quelle che si volessero proteggere singolarmente e costantemente dall’attacco dei coleotteri) sarebbero efficacemente difese per mezzo di un sistema a polarizzazione magnetica dei succhi linfatici, che tiene lontani o respinge i “punteruoli rossi” fino a circa 50 metri dalla pianta cui viene applicato. Questo metodo consentirebbe di coprire, con una singola applicazione, anche eventuali esemplari vicini, come per esempio nel caso di filari o accostamenti (fino a 5 palme distanziate di 10 metri). Inoltre, singoli dispositivi di polarizzazione potrebbero collegarsi a diverse palme contemporaneamente. (Stima del costo: per l’acquisto di 100 dispositivi e relativi collegamenti multipli, circa 10000 Euro, con aggiunta di circa 5000 Euro per la messa in opera e annualmente 1000 Euro per ispezioni tecniche manutentive; a parziale disgravio della spesa pubblica, nei casi di applicazione richiesta su proprietà private, i costi sarebbero pariteticamente ripartibili tra Comune e singoli proprietari).

-Quarto punto (cura delle piante infestate): tutte le palme esistenti sul territorio comunale dovrebbero essere sottoposte a ispezione visiva da parte di personale qualificato, registrandone lo stato di salute in rapporto alla possibile infestazione da “punteruolo rosso”, ovvero: 0 – assenza di infestazione (da accertarsi mediante esame ravvicinato); 1 – sospetta infestazione allo stadio iniziale (presenza esterna di tracce sospette di attacco e/o vicinanza a piante infestate); 2 – infestazione allo stadio iniziale (presenza di sicure tracce o lesioni di attacco); 3 – infestazione allo stadio avanzato (evidenti tracce o lesioni di attacco e/o incipienti pendenze o asimmetrie del casco fogliare e/o incipiente scoloritura del fogliame superiore); 4 – infestazione allo stadio terminale (abbondanti tracce o lesioni di attacco e/o pronunciate pendenze o asimmetrie del casco e/o abbondanza di foglie secche e cadenti). In tutti i casi di sospetta o comprovata infestazione, la palma dovrebbe essere sottoposta all’applicazione di un trattamento mirato tramite irradiazione a microonde (sistema mobile ECOPALM o equivalente) sulla base del casco fogliare ed eventualmente in altra parte della pianta che presenti segni di probabile presenza interna dei parassiti. Il trattamento, effettuato per una durata di almeno 45 minuti (alla frequenza di 2.45 Giga-Hertz) porta e mantiene il volume di applicazione fino alla temperatura di 60 gradi (C) senza causare danni alla palma e uccidendo tutti i parassiti presenti in ogni forma dello sviluppo: uova, larve di prima formazione o in accrescimento o imbozzolate, pupe o crisalidi in metamorfosi e individui adulti prossimi all’abbandono della pianta o appena giunti su di essa. Questa terapia resta da anni la più rapida ed efficace per l’eliminazione sicura del “punteruolo rosso” e per la disinfestazione di un areale cui si applichi complementarmente la metodologia protettiva indicata al precedente punto due. (Stima del costo: spesa media del trattamento con microonde: circa 500 Euro per palma; considerando conservativamente che la metà delle circa 600 palme presenti a Bisceglie siano infestate a qualsiasi stadio o sospette di esserlo, si avrebbe un costo complessivo di 150000 Euro, riducibile dato l’alto numero contrattuale di interventi e l’agevole accesso alla pratica totalità delle piante. In base ad analisi della situazione fitosanitaria presente e prevedibile e dei costi relativi, sarebbe da considerare anche la convenienza dell’acquisto da parte del Comune di un sistema m.o. autoportato, investimento già effettuato da altre amministrazioni comunali anche in Puglia).

– Quinto punto (controlli e interventi di mantenimento): l’assessorato all’ambiente dovrebbe coordinare in permanenza controlli periodici monitorando l’eventuale ricomparsa sporadica dei “punteruoli rossi” nel territorio, gestire appositi interventi a seguito di eventuali segnalazioni e assicurare la corretta attuazione di misure e provvedimenti previsti e imprevisti: esecuzione delle ispezioni a vista ed esami specifici, mantenimento in efficienza dei mezzi di prevenzione come trappole e impianti diversi, applicazione di metodologie disinfestanti e terapie curative, come trattamenti con microonde, interventi di dendrochirurgia, applicazione di insetticidi chimici, ecc.. (Stima del costo: variabile in funzione delle necessità, indicativamente da 1000 a 100 Euro mensili mediamente decrescendo dal primo anno di completamento degli interventi ai successivi in regime di vigilanza).Sesto punto (smaltimento e recupero): le parti delle palme colpite da rimuovere e smaltire o distruggere secondo prescritte procedure, dovrebbero essere limitate soltanto a quelle danneggiate irrimediabilmente, asportate con operazioni dendrochirurgiche o comunque sospette di ospitare parassiti ancora in vita. In nessun caso dovrebbero essere tagliati alla base ed eliminati i grandi fusti integri che non risultino infestati al di sotto della parte apicale e del corrispondente casco fogliare, dato che persino le palme danneggiate allo stadio terminale restano normalmente recuperabili tramite un’apposita operazione di trapianto o “invaso”, consistente nell’innestare un’altra pianta della stessa specie nella parte superiore del fusto, che genera un nuovo casco fogliare, sostituendosi a quello infestato e asportato. In questo modo si evita la perdita totale delle palme (in particolare le maggiori della specie “Phoenix canariensis”) tutelando il verde e il paesaggio urbano originario. (Stima del costo: per ogni palma recuperata nella propria posizione originaria, si spenderebbe meno della metà dei costi di rimozione e smaltimento del fusto recuperabile, che ammontano a circa 1000 Euro ciascuno).

Complessivamente, il piano sopra delineato per una risoluzione integrata del problema fitosanitario presentatosi a Bisceglie a causa dell’infestazione da “punteruolo rosso”, costerebbe quindi meno della metà della somma di 400.000 Euro riportata dall’amministrazione comunale come spesa sino all’inizio del dicembre 2012 nel tentativo, rivelatosi sostanzialmente inefficace, di proteggere o curare le palme del patrimonio verde cittadino.”

L’ingegner Longoluso infine con una nota di rammarico e allo stesso tempo di speranza conclude:” Se non si interverrà immediatamente attuando un piano integrato da idonee misure di prevenzione e cura, come quello sopra indicato o qualsiasi altro di equivalenti garanzie minime di efficacia, alcune voci pessimistiche, prospettanti la scomparsa di tutte le palme da Bisceglie entro i prossimi tre anni, potrebbero rivelarsi tristemente profetiche o, peggio, rassegnatamente fondate”.

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