Giornata Forze Armate, Pax Christi Italia: «Perché festeggiare “un’inutile strage”?»

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Pax Christi Barletta è a Barbiana. Siamo, insieme ad altri ragazzi provenienti da ogni parte dell’Italia, nella terra che ha visto esiliato don Lorenzo Milani. Con il “Collettivo giovani Pax Christi Italia” riflettiamo sulla figura del priore di Barbiana e con la sua “lettera ai cappellani” (ancora oggi un manifesto del pacifismo contemporaneo) abbiamo redatto questo comunicato che porgiamo alla vostra attenzione. Speriamo così di rivolgere ai cittadini interessati un modo alternativo di concepire il 4 novembre.

Sarà sempre “un’inutile strage”.
4 novembre 2012: anche quest’anno siamo invitati a celebrare la festa della “vittoria”. Ma come possiamo continuare a festeggiare la morte di 650mila persone e le disgrazie di un milione di feriti e mutilati?
Il Collettivo di Pax Christi, di fronte al ripetersi del tristissimo ricordo di questa guerra assurda, ricorda che anche gli storici affermano che i territori conquistati si potevano ottenere anche senza l’entrata in guerra e lo stesso Benedetto XV definì una “inutile strage” ciò che stava accadendo in quel periodo.
Il 4 Novembre deve essere ricordato, non per festeggiare le forze armate o l’unità nazionale, ma come monito per cambiare il più presto possibile il modo di agire della nostra società civile, politica e religiosa.
In particolare riteniamo sia giusto soffermarci sul ricordo delle vittime civili, il cui numero, dal secondo conflitto mondiale, ha superato notevolmente quello dei militari caduti.
Chiediamo dunque che questa giornata si trasformi da occasione di festa a momento di commemorazione e di riflessione seria sull’effettiva natura e sui veri obiettivi delle operazioni militari, riaffermando e riscattando i principi sanciti dagli articoli 10 e 11 della nostra Costituzione.

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