Andria, edilizia. Assemblea Fillea Cgil Bat “Lavoro, sviluppo, legalità e contratto”

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 La volontà è quella di “non staccare la spina” e di guardare avanti, la “via maestra” è l’innovazione: unico mezzo per non farsi schiacciare dalla concorrenza dei mercati esteri. Per avanzare delle proposte per lasciarsi alle spalle quella che la Fillea definisce la “tempesta perfetta”, il sindacato organizzerà ad Andria, per il prossimo venerdì, 26 ottobre, un’assemblea dei lavoratori delle costruzioni, “Lavoro, sviluppo, legalità e contratto” per uscire dalla crisi.

Appuntamento, a partire dalle ore 18.00, presso la Lega edili di galleria Cavour. Introdurrà i lavori: Giovanni Massaro, segretario generale Fillea Cgil Bat. Interverranno: Giovanni Nicastri, segretario generale Fillea Puglia e Luigi Antonucci, segretario generale Cgil Bat. Le conclusioni saranno affidate a Walter Schiavella, segretario generale Fillea Cgil Nazionale.

 “Con questa assemblea dei lavoratori vogliamo – spiega Giovanni Massaro, segretario generale Cgil Bat – fare il punto sulla crisi del settore scaturita dall’insieme di due fattori: uno congiunturale ed uno strutturale. E poi ribadire che è necessario introdurre un nuovo modello di sviluppo improntato sulla sostenibilità e sulla legalità che si sviluppi in direzione di un uso diverso del territorio, che punti ad una rigenerazione urbana, alla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio ed alla messa in sicurezza del territorio per prevenire catastrofi e che valorizzi ed utilizzi le nostre risorse naturali. Un modello di sviluppo che preveda una formazione specifica degli addetti al settore e che renda necessaria la presenza di imprese e filiere produttive del nostro territorio qualificate e strutturate.

Sono indispensabili investimenti in infrastrutture in grado di colmare il vuoto in fatto di modernità tra il Mezzogiorno e il resto del Paese e, quindi, con l’ Europa. Si rende necessaria la modifica del patto di stabilità per favorire la ripartenza di piccoli cantieri che stentano ad avviarsi per la mancata disponibilità di risorse pubbliche. Serve – conclude Massaro – un processo virtuoso capace di rideterminare sviluppo e crescita e che dia una concreta prospettiva futura”.

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