Rilancio del made in Puglia, l’ assessore Capone: «La Regione è a fianco dei lavoratori di Barletta»

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“Ho letto nelle parole degli imprenditori il racconto delle difficoltà, ma anche la voglia di farcela. Le imprese stanno lottando per uscire dalla crisi. Rispetto a questa lotta la Regione non è estranea  – ha proseguito Capone – per questo sono stata colpita quando ho letto di un progetto per un centro di ricerca a Barletta chiamato ‘Capsula’ per il quale la Regione avrebbe negato agli industriali barlettani ‘un incontro risolutivo’. Questo progetto in realtà non è mai stato presentato alla Regione Puglia. Se fosse stato inviato, sarebbe stato esaminato e, qualora avesse contenuto elementi interessanti, sarebbe stato approvato. L’incontro chiesto dagli imprenditori peraltro è stato fissato da giorni e avverrà il 26 settembre”.

La vicepresidente ha poi  incalzato sostenendo e rimarcando l’impegno della Regione per la ripresa del made in Puglia : “Negli ultimi tre anni abbiamo iniettato risorse nel sistema produttivo per oltre 1,3 miliardi di euro, pari al 2,4% del nostro Prodotto interno lordo. Abbiamo movimentato investimenti per quattro volte tanto, stimolando la ricerca e proteggendo le imprese contro la stretta del credito. Grazie alle nostre tre manovre anticicliche il sistema è stato protetto dai morsi della crisi ed è diventato più competitivo. Così il made in Puglia si è riposizionato sui mercati esteri crescendo nei primi sei mesi del 2012 dell’11,3% e in tutto il 2011 del 17,9%. Anche nel mondo del lavoro, tra marzo e giugno del 2012, si è registrato il record italiano per aumento di occupati: 55mila in più.

Nello stesso periodo le aziende sono aumentate di oltre 2.600 unità. Per imprese che fanno ricerca siamo diventati la quinta regione in Italia, mentre nel 2005 eravamo gli ultimi. Sono tutti indicatori di una ripresa dell’economia stimolata dai nostri interventi mirati.

“Se queste misure hanno avuto successo – ha sostenuto Loredana Capone – è stato perché abbiamo ascoltato gli imprenditori e avviato con le associazioni di categoria un dialogo proficuo, interpretando le nuove esigenze non solo per il mercato italiano ma anche per quello straniero. Abbiamo raccolto le preoccupazioni dei sindacati e cercato di dare risposte sul lavoro perché diventasse più stabile e costituisse un capitale più forte per le stesse aziende.

Massima attenzione poi, è stata riservata alle imprese di Barletta dopo la tragedia delle operaie che lavoravano in un laboratorio abusivo ricavato in un edificio nel centro cittadino, la Regione – ha evidenziato l’assessore  –  si è interrogata su come trasferire nelle zone industriali le attività produttive e allo stesso tempo far emergere dal “nero” imprese e lavoratori. È stato pensato così un bando che mette a disposizione 10 milioni di euro per le imprese che, mettendosi in rete, presentino progetti per il trasferimento delle unità produttive esistenti, dai centri urbani dei Comuni verso le aree Pip o le zone industriali. La data di invio delle proposte è partita il 10 settembre.

“Ho voluto ricordarlo – ha concluso  l’assessore e vicepresidente Capone – per rimarcare che la nostra volontà di venire incontro alle necessità del territorio di Barletta non ha mai vacillato”.

Dora Dibenedetto

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