Nuovo anno scolastico, assessore Camero: «La scuola non può essere schiava dello spread»

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Si concentra su questo aspetto il messaggio di saluto dell’assessore provinciale alla Pubblica Istruzione Pompeo Camero a studenti, famiglie e insegnanti del nostro territorio.

«L’anno scolastico 2012 – 2013 prende avvio e tra pochi giorni celebreremo il rituale di benvenuto che i dirigenti scolastici, il corpo docente ed il personale ATA, rivolgeranno agli allievi: a coloro che si affacceranno per la prima volta ad un ciclo di studi superiore, a chi già ha frequentato quest’ordine di studi negli anni precedenti.

Gli inizi scolastici sono sereni; durante l’estate studenti e docenti hanno fatto il “pieno” di relax, disintossicandosi dallo stress e dalle tensioni che accompagnano la fine di ogni anno scolastico ed oggi si apprestano, ben disposti, ad affrontare le fatiche del nuovo anno.

Si avvertono nell’aria novità che incideranno profondamente sull’andamento e sul futuro della scuola italiana. Alludo ai concorsi a cattedra, tenuti fermi da dodici anni, che non elimineranno del tutto i problemi dei docenti precari; alludo, soprattutto, agli stanziamenti economici dello Stato destinati alla Scuola, sempre più contenuti, che non aiutano certamente a garantire una preparazione qualificata.

Su questo tema desidero soffermarmi. Quando lo Stato avvia una politica di spending review, su cui in linea di principio siam tutti d’accordo, non può procedere a tagli lineari, senza distinguere le spese improduttive dagli investimenti.

La Scuola, l’istruzione, la formazione qualificata dei giovani, sono per definizione un investimento. La Scuola può considerarsi l’incubatrice delle nuove generazioni che, al termine del periodo formativo, sono immesse nel sistema produttivo del Paese. Mai, come in questa fase storica, si avverte la necessità di destinare maggiori risorse all’istruzione ed alla ricerca, perché è attraverso un’istruzione di eccellenza ed una scrupolosa attività di ricerca che nascono le idee geniali ed innovative, determinanti per lo sviluppo di un Paese.

La Scuola non può essere schiava dello spread o del tecnicismo esasperato se sono orientati soltanto a fornire freddi risultati contabili. Non può commettersi l’errore di trascurare il fattore “uomo” e le potenzialità racchiuse in ogni essere umano, che soltanto la Scuola è in grado di riconoscere e di aiutare ad emergere.

Questo l’augurio che oggi rivolgo ai ragazzi, alle loro famiglie, ai docenti, al personale ATA: che il nuovo anno scolastico dia la possibilità ad ognuno di esprimere il meglio di sé, per compensare con le proprie capacità quel deficit di risorse che non sempre perviene da chi governa, amministra e decide del futuro dei giovani, non sempre adeguata alle loro esigenze e necessità».

 

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