Andria, Zona Franca Urbana. Unimpresa Bat: «Un’occasione sprecata»

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“Una delle più importanti e storiche occasioni per lo sviluppo economico ed occupazionale per la città di Andria e di alcune sue periferie ancora oggi emarginate: questo avrebbe dovuto essere il riconoscimento della città di Andria quale Zona Franca Urbana. Un interessante meccanismo tra esenzione da Ires, Irap ed Ici (oggi IMU) oltre all’esonero dal pagamento degli oneri previdenziali ed assistenziali nonché dei contributi anche sulle retribuzioni da lavoro dipendente individuato nella Finanziaria 2007 ed attuato con l’individuazione delle Zone Franche Urbane (ZFU) con le quali si intendeva favorire lo sviluppo economico e sociale, anche tramite interventi di recupero urbano, di aree e quartieri degradati nelle città del Mezzogiorno, tra le quali la città di Andria, “a causa” del suo elevato tasso di disoccupazione certificato nelle Zone interessate.”

I vecchi accordi stipulati tra le Istituzioni (Governo-Amministrazione) ora valgono quanto un pugno di mosche: “tutto svanisce in un omertoso silenzio anche da parte di quelli che avrebbero dovuto rappresentare il territorio tradito.”

Ora è cambiato qualcosa, visto che le ZFU sono state integralmente sostituite dalle cosiddette Zone a Burocrazia Zero. In sostanza per la città co-Capoluogo di Provincia cambia poco: “ciò che realmente interessava e potrebbe ancora continuare ad interessare la nostra città è che sul fronte fiscale, ove la zona a burocrazia zero coincida con una delle zone franche urbane, come appunto nel caso di Andria, le risorse finanziarie per queste ultime sono utilizzate dal Sindaco per la concessione di contributi diretti alle nuove iniziative produttive avviate nelle zone a burocrazia zero, senza trascurare che anche i distretti turistici costituiscono “zone a burocrazia zero”, con le relative agevolazioni.”.

Qualcosa si era mossa nel mese di febbraio, quando arrivò uno scossone da parte della vice-presidente e assessore regionale allo sviluppo economico della Regione Puglia Capone la quale sollecitava l’Amministrazione andriese, per non perdere le opportunità; un’opportunità che constava di 5 milioni di euro; una concreta possibilità di utilizzare quei vantaggi amministrativi e fiscali a favore dello sviluppo economico, produttivo e sociale della città.

Ad oggi non si sa molto; non si sa nulla solo che “quei fondi non sono in utilizzo e questo è gravissimo almeno quanto la reale possibilità che quelle opportunità, ancora una volta, svaniscano irrimediabilmente.”

 

Michele Noviello

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