Turismo nella Bat in netto calo, dati Federalberghi. Unimpresa: «E’ il prezzo dell’improvvisazione»

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Confrontando i dati del fatturato rispetto  allo stesso periodo dello scorso anno, “bisogna registrare una forte contrazione del fatturato, pari al -20%. In alcuni casi le flessioni sono limitate, tra il 6 e l’8%, che fanno da estremo opposto a quelle più importanti del 30 e 40%”, si legge nella nota dell’associazione di categoria. Il calo medio, nelle province di Bari e Bat sarebbe del 13%, con punte negative del 40%.

Meno prenotazioni equivalgono automaticamente a minore richiesta di personale  nelle strutture ricettive: in termini di perdita di posti di lavoro stagionali, il calo medio sarebbe del 30%.

Così  il presidente di Federalberghi Bari e Bat Francesco Caizzi: “La stretta morsa della crisi nazionale e internazionale si fa sentire con forza sulle nostre aziende, nonostante le continue sollecitazioni ottimistiche del sistema dei media sulla Puglia che fa moda. Non si hanno segnali confortanti. Secondo Federalberghi nazionale la tendenza degli italiani quest’anno sarà di rimanere in Italia. Questa potrebbe essere un’opportunità per noi operatori pugliesi, visto che la nostra regione gode di ottimo appeal nazionale. Siamo pronti ad affiancarci sempre di più agli organi ed alle istituzioni preposti all’accoglienza e alla promozione turistica della Puglia”.

I dati non sorprendono l’associazione di categoria Unimpresa Bat, che dichiara: “Sono dati disastrosi, che confermano le nostre previsioni diffuse a giugno scorso sulle presenze e soprattutto su un sistema che non è mai riuscito a svilupparsi, anche a causa dell’assenza pressoché totale di politiche di sistema.

I tre mesi estivi non serviranno a nulla, tantomeno a recuperare il terreno perduto, soprattutto in termini occupazionali. Il dato percentuale diffuso dall’Associazione Bari-Bat sono oltremodo addirittura ottimistici e comunque rappresentano il perdurare di una crisi in pauroso crescendo dalla quale difficilmente usciremo perché nulla si sta facendo in termini infrastrutturali e di accoglienza turistica poiché tutte le iniziative rimangono assolutamente precarie, sporadiche, spontanee, non concertate e non strutturali quindi quasi al limite della propaganda. Nel nostro territorio paghiamo il prezzo dell’improvvisazione.

Questo non fa bene ad alcuno e semmai tende anche a distruggere quello che la natura e i beni architettonici e paesaggistici continuano a rappresentare, in termini di attrattiva e di bellezze naturali, per il nostro territorio”.

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