Saldi 2012 e previsioni stagione turistica nella Bat: Unimpresa fa il punto della situazione

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Il presidente di Unimpresa Bat, Savino Montaruli, esamina la situazione del settore commerciale con la consueta sincera lucidità. Ne viene fuori un quadro sconfortante, specchio di una crisi economica che paralizza i consumi, anche nei periodi in cui i prezzi vengono ridotti.  Un discorso che si estende poi all’offerta turistica del territorio, ancora non adeguatamente pianificata. Pubblichiamo integralmente il testo della riflessione di Montaruli: “Siamo certi che quest’anno neanche i media daranno tanto spazio a quello che non è più un evento e che è addirittura diventato anacronistico poiché è l’unica fattispecie che non è stata “intaccata” dalle liberalizzazioni che hanno investito molti settori e comparti, anche economici. Anche un altro evento che da sempre ha accompagnato il periodo dei saldi, cioè l’anticipazione “di fatto” degli sconti mediante il contatto diretto con la clientela, con l’utilizzo dei più fantasiosi stratagemmi, sembra non funzionare più e così è a rischio anche la fidelizzazione della clientela la quale, pur di trovare “l’occasione giusta”, sta “abbandonando” il fornitore abituale, anche se questa situazione non è generalizzabile in quanto abbiamo riscontrato casi, meno numerosi, completamente opposti laddove, anche a costo di ridurre quantitativamente gli approvvigionamenti, si rimane fedeli al proprio venditore abituale.

Non solo un’evidente diminuita capacità di spesa ma anche una fortissima incertezza e un condizionamento psicologico che incide per oltre il 65% sulle intenzioni di spesa dei consumatori e questo è il dato più allarmante perché “frena” anche chi ha ancora capacità di spendere ma non lo fa come vorrebbe proprio causa delle continue e quotidiane incertezze profuse continuamente da parte degli organi di informazione e dei rappresentanti politici ed amministrativi.

In relazione all’andamento generale dell’economia e delle aspettative nella Sesta Provincia, il nostro sondaggio è chiaro ed inequivocabile: nessuna idea di sviluppo economico e sociale integrato con la conseguenza che l’imminente stagione estiva sarà, anche quest’anno, caratterizzata da uno spezzatino senza frutti che darà al visitatore ed ai pochissimi turisti attesi per la stagione, un’idea di un sistema territoriale e culturale molto frastagliato e senza alcuna guida in grado di coordinare quelle che, invece, potrebbero essere importanti occasioni di sviluppo in grado di coinvolgere tutte le realtà presenti su un’area, come la nostra, caratterizzata da immense risorse di ogni genere e in grado di soddisfare un’elevatissima varietà di esigenze.

In realtà è sconcertante verificare il pressapochismo delle singole Amministrazioni Comunali o peggio ancora dei singoli assessori o dirigenti, di volta in volta nominati e avvicendati alla velocità della luce i quali esprimono, appena ottenuta la nomina, non la volontà e la capacità di intraprendere o di proseguire e perseguire un’idea programmatica di sviluppo ma opinioni del tutto personali e assolutamente fuori da ogni contesto.

Le “nomine” recentissime in alcuni comuni della Provincia stanno dimostrando quanto reiterato sia questo comportamento e quanto lesivo possa essere rispetto anche alle molteplici energie positive che pure esistono ma che vengono fortemente disincentivate e disorientate proprio da comportamenti come quelli adottati da chi dovrebbe assurgere a importanti ruoli di responsabilità, di programmazione e di progettualità, seppur temporanei.

Continuare a pensare che i turisti e l’utenza possano gradire “ciò che noi vogliamo offrire loro” è un atteggiamento presuntuoso che mostra quei tanti limiti che hanno bloccato completamente il progresso e lo sviluppo del nostro territorio, sotto molti punti di vista, così come pensare che i centri storici e i centri urbani possano essere riqualificati e rilanciati mediante l’esclusivo rilancio di nuove forme di “baccano di strada”, come sta accadendo ad Andria e a Barletta piuttosto che con una liberalizzazione selvaggia senza regole e senza protocolli comportamentali significa la distruzione della qualità delle nostre bellezze architettoniche e naturalistiche. La situazione di degrado di Castel del Monte, in tal senso, è emblematica.

Cultura dell’ospitalità intesa anche e soprattutto come offerta di servizi efficienti, di una viabilità ordinata, di un ambiente pulito e privo delle inefficienze legate alla raccolta e smaltimento dei rifiuti. Queste sono condizioni imprescindibili se vogliamo puntare al turismo di qualità e se vogliamo soddisfare le esigenze e le richieste degli ospiti, soprattutto stranieri, i quali chiedono esattamente il contrario di ciò che noi ci ostiniamo ad offrire loro che, invece, preferiscono e chiedono luoghi attrezzati in prossimità dei monumenti,  aree campeggio e aree attrezzate in ambito urbano da utilizzarsi come luoghi di scambio per depositare automezzi e attrezzature e proseguire la perlustrazione del territorio con mezzi alternativi, soprattutto biciclette. Urge, quindi, una seria politica di sviluppo organico e privilegiato della viabilità alternativa, che di fatto non esiste così come sono fortemente richieste politiche legate alla sicurezza non intesa come la installazione di diecimila telecamere che non servono allo scopo ma un senso di sicurezza che sia soprattutto il risultato di politiche di educazione civica in grado di sopprimere comportamenti di diffusa diseducazione e di inciviltà oltremodo tollerata.

Discorso a parte e molto approfondito andrebbe fatto per quanto riguarda l’inefficienza o l’assoluta inesistenza di una rete di comunicazione e di intervento tra le città, immaginando anche un sistema di collegamenti incentivante come la creazione di una metropolitana leggera di superficie in grado almeno di collegare le città cocapoluogo evitando l’abuso di autovetture private e favorendo gli scambi tra le città in tempi ragionevoli e nel massimo comfort.

Ci asteniamo dall’ulteriore analisi relativa alle singole realtà territoriali, tutte “degne” di attenzione, anche per evitare di essere tacciati di “sfascismo” ma le assurdità, in verità, rimangono tali e tante che elencarle è anche demoralizzante e pensare alla sola situazione di strozzamento creato dai passaggi a livello ad Andria e a Barletta fa ben comprendere di costa stiamo parlando.

Sono cose, queste, note a tutti ma oltre ad un problema di scarsissima qualità degli interlocutori esiste anche un problema di comunicabilità, quindi ognuno abbracci la propria croce o sia in grado di cambiare qualcosa, se sarà consentito.

 

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