Barletta, rivisitazione della Cronica barlettana dello storico Francesco Saverio Vista

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C’erano anche parenti e discenti del Vista  al convegno organizzato dalla Sezione “S. Santeramo” di Barletta della Società di Storia Patria per la Puglia, durante il quale sono intervenuti  il professor Michelangelo Filannino e la professoressa Francesca Desantis,  barlettani d’origine,  l’uno preside e l’altra docente di lettere presso il liceo scientifico Riccardo Nuzzi di Andria, nonché entrambi fautori della rivisitazione e trascrizione della  “Cronica barlettana dal 1731 al 3 giugno 1782” a sua volta trascritta nel 1860 dallo storico barlettano  Francesco Saverio Vista.

La rivisitazione della Cronica, pubblicata a cura dell’amministrazione comunale  lo scorso 29 maggio, è stata presentata venerdì sera  15 giugno presso la sala sant’Antonio di Barletta . Trecento le copie pubblicate che verranno distribuite nelle scuole della sesta provincia,  nonché alcune già presenti nella biblioteca Loffredo di Barletta,  in quelle di Trani e Andria, e nella  biblioteca provinciale Santa Teresa dei Maschi – De Gemmis  di Bari; una copia verrà anche consegnata alla sezione S. Santeramo di Barletta della Società di Storia Patria, in quanto Vista sin dal 1869 si prodigò per la sua fondazione.

“ Vista è una pietra miliare per la nostra cultura cittadina- ha affermato il prof.  Filannino –  egli fu consigliere, assessore, sindaco fece di tutto per la modernizzazione della città di Barletta. Il Vista ci ha lasciato un grande eredità  con la sua cronica raccontandoci tutto ciò che accadeva nella nostra città durante l’epoca settecentesca”.

Nel corso della serata così come preannunciato, l’attenzione si è spostata sul Vista inteso come storiografo, per il quale Filannino ha sostenuto che  : “La prima opera storica del Vista  è “Barletta prima e dopo il 1860” in questo opuscolo lo storico descrive e analizza tutto quel che concerne l’illuminazione delle strade barlettane, la pulizia delle stesse, la necessità di rivedere il sistema scolastico di quel periodo si sofferma sul cibo, sui luoghi di ritrovo, sulle tradizioni tipiche dei ricevimenti nuziali e dei funerali, e sui mezzi di trasporto presenti a Barletta in quegli anni. Ma l’opera storiografica di certo più importante è rappresentata dalle “Note Storiche sulla città di Barletta del 1893” – conclude il professore – il Vista con il suo metodo empirico positivista rivede la storia barlettana già scritta da Loffredo osservando nel concreto e verificando sul campo quanto accade in quel contesto storico.”

A fine serata l’assessore comunale alle Risorse umane Legalità ed Efficienza amministrativa, Luigi Terrone, rappresentando l’intera amministrazione comunale , ha lodato e apprezzato l’impegno teso a rivalutare la figura del Vista,  grazie alla dedizione del lavoro di rivisitazione svolto dai professori Filannino e Desantis.

Dora Dibenedetto

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