Barletta, obiezione di coscienza: resoconto dibattito ginecologi su IVG

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L’evento inserito nella campagna nazionale promossa dalla consulta di bioetica onlus e  denominata  “Il Buon Medico Non Obietta. Rispetta la scelta delle donne di interrompere la gravidanza” è stato organizzato dalla sezione barlettana del movimento “Se non ora quando”.

Tanti i quesiti che il folto pubblico ha messo in luce sul perché e i motivi che porterebbero i medici ad essere obiettori , tenendo presente anche le discrepanze legislative presenti nell’ormai più che trentennale legge 194 sull’aborto.

Nella discussione, moderata dalla studentessa di Filosofia e membro della sezione romana della Consulta di Bioetica Onlus Francesca  Langiano,sono intervenuti il ginecologo barlettano non obiettore, Lazzaro Lattanzio e il suo collega Domenico Baldini, ricercatore per la pratica della  fecondazione assistita, che hanno  esaminato la tematica dell’ IVG dal punto di vista medico e soprattutto etico.
Le statistiche esposte dalla Langiano testimoniano che in Italia abbiamo ben il 70% di medici obiettori, una percentuale che cresce al sud sino a raggiungere la soglia del 90%. Un dato allarmante per la consulta al quale, bisogna anche aggiungere il notevole numero di anestesisti  obiettori i quali, in sinergia con il ginecologo, potrebbero aiutare tutte quelle donne che desiderano, per svariati motivi, interrompere la propria gravidanza.

“La percentuale di interruzioni di gravidanze si è ridotta più della metà  dal 1978 anno in cui è stata emanata la legge 194 – ha commentato il dott. Lattanzio – La possibilità di interrompere la gravidanza anche mediante un metodo farmacologico ha consentito un ulteriore incremento dei medici e anestetisti obiettori”.

Netto e mirato è stato invece l’intervento del dott. Baldini in merito  alla  legge 40 del 2004 per quel che attiene la disciplina della fecondazione in vitro:  “Il problema è che non c’è un ricambio di medici disposti a praticare IVG. I medici in pensione  non obiettori non vengono sostituiti da giovani medici anch’essi non obiettori. La legge 40  – ha aggiunto Baldini – ha consentito al medico di valutare l’embrione , se e qualora il medico  dovesse rendersi conto che l’embrione prodotto non è idoneo alla procreazione, deve comunque impiantarlo nell’utero con  la certezza  che il bambino nascerà malformato. Una volta impiantato l’embrione la donna potrà poi decidere di abortire in un secondo momento. Questa a mio avviso – ha concluso il medico – è una pazzia legislativa”.

Infine l’ex sindaco  di Barletta, l’ avvocato Raffaele Fiore  è intervenuto in seno al dibattito sostenendo che l’obiezione di coscienza dei medici non ha valore da un punto di vista legale  e in più: “ Si dovrebbe creare un albo dei medici obiettori così come già è successo in Spagna. Il livello di attenzione su questo tema deve ritornare alto e il “Se non ora quando” è meritorio sotto questo aspetto”  – ha concluso Fiore.

Dora Dibenedetto

 

 

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