Barletta, a Canne della Battaglia ignoti tentano di trafugare reperti

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Ignoti avrebbero tagliato parte della rete perimetrale e, una volta all’interno dell’area archeologica dove sono i resti di una domus del I secolo, avrebbero sondato indisturbati il terreno di scavo in cerca di reperti nascosti nel sottosuolo, evidentemente  senza successo.

Delusi,  i “tombaroli” si sarebbero impossessati di una  parte della tettoia metallica utilizzata a copertura delle rovine, smontandola in tutta tranquillità e trafugandola come materiale da riciclare.

L’episodio è stato scoperto dai volontari del Comitato italiano Pro Canne della Battaglia che, accortisi durante un normale giro di ricognizione del varco aperto dai ladri nel lato retrostante il cancello di accesso e dunque fuori dalla visibilità, hanno allertato prima la Direzione del vicino Antiquarium e poi le forze dell’ordine. La zona è situata in vicinanza della stazioncina ferroviaria sulla tratta Barletta-Spinazzola e vi si trova un viottolo usato dai contadini per raggiungere i propri fondi agricoli.

Così commenta la vicenda Nino Vinella, presidente del Comitato: “E’ dal 2008 che gli scavi a San Mercurio sono terminati essendosi esauriti prima gli stanziamenti dal bilancio del Comune di Barletta e poi i finanziamenti comunitari del POR Puglia 2000-2006 itinerario turistico culturale normanno-svevo angioino nel Parco archeologico di Canne della Battaglia dalla tomba di Paolo Emilio alle evidenze romane di San Mercurio.

L’area è stata dunque lasciata in balìa di se stessa e in abbandono “protetta”, per così dire, da una semplice recinzione metallica facilmente espugnabile, come si è purtroppo verificato, e soprattutto senza un benché minimo servizio di vigilanza, cioé la sorveglianza dei metronotte che passano dall’Antiquarium distante solo poche centinaia di metri e che basterebbe ampliare fino a qui come deterrente contro questi attacchi al nostro patrimonio culturale dovuti all’interruzione dei progetti di valorizzazione per mancanza di soldi.

Il tutto nell’assoluta schizofrenia della politica: mentre il Comune di Barletta da una parte perde i 750.000 euro della Regione sull’ampliamento del museo ed il consigliere regionale Mennea fa approvare appena due mesi la legge pro Canne della Battaglia.

Proseguendo di questo passo e senza il necessario coinvolgimento di tutti, dagli enti alle associazioni, col necessario coordinamento della Provincia di Barletta-Andria-Trani che ha votato all’unanimità uno specifico ordine del giorno, il destino del sito archeologico continuerà ad essere segnato da degrado e abbandono invece di essere motore di sviluppo economico sull’intero territorio”.

 

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