Saldi al via, tra le polemiche sulla liberalizzazione degli orari

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In realtà, in via ufficiosa, non sono pochi i commercianti che già da qualche giorno invogliano agli acquisti con “strappi alla regola”, praticando prezzi già ribassati rispetto al cartellino, nella speranza di porre rimedio a un’annata di consumi sottotono. E’ stata, infatti, una stagione “in rosso” per i consumi, anche nel periodo natalizio, e non certo per il colore degli addobbi.

Le associazioni di categoria hanno evidenziato dati deprimenti, asserendo che si è trattato del peggior Natale degli ultimi dieci anni. Come se non bastasse, al rosso del bilancio finale per questo 2011 appena trascorso, si aggiunge in queste ore la rabbia degli esercenti contro la nuova norma sulla liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi, contenuta nel decreto “Salva-Italia” del Governo Monti.

Dal 1° gennaio, infatti, è demandata al singolo commerciante la piena facoltà di decidere orari di apertura e chiusura dell’attività, compresa la scelta di lavorare o meno nei giorni festivi e di domenica. Una norma giudicata penalizzante per il commercio al dettaglio, a tutto vantaggio invece della grande distribuzione, e contro la quale la Regione Toscana ha già annunciato ricorso alla Corte Costituzionale.

In attesa di vedere quali riflessi concreti avrà sulle abitudini dei consumatori questa novità, e se ci sarà un effettivo beneficio sia per i negozianti che per gli acquirenti, l’associazione di categoria Unimpresa Bat ricorda che “per l’anno 2012 l’inizio delle vendite di fine stagione per i saldi invernali è stato fissato al primo giorno feriale antecedente l’Epifania: quindi per il corrente anno 2012 sarà il prossimo giovedì 5 gennaio. La data di fine dei saldi invernali rimane invariata cioè il 28 febbraio 2012. Rimangono invariate tutte le altre disposizioni, comprese le preventive comunicazioni obbligatorie e le norme che disciplinano la pubblicizzazione degli sconti”.

Martina Damiani

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