Famiglie numerose della provincia Bat: incontro delegati ANFN in Prefettura

0
232

L’iniziativa provinciale  prende spunto dalla protesta nazionale  denominata “Adesso Basta”  con la quale l’associazione tenta di smuovere pacificamente e civilmente  le coscienze politiche a livello locale e di Governo, assopite nel dimenticare le difficoltà in cui versano le famiglie “numerose”.

L’ANFN, nata nel 2004, si pone l’obiettivo di difendere i diritti delle famiglie con più figli  – si legge in una nota dell’associazione – è dislocata in tutta Italia e conta circa 12.000 famiglie associate.

L’intento della rappresentanza Bat   tende ad accomunare  l’obiettivo di tutte le delegazioni provinciali presenti sull’intero territorio nazionale; ossia di porre in essere una politica famigliare che racchiuda una serie di interventi finalizzati a: avviare una riforma fiscale tenendo conto dei carichi familiari; elargire per tre anni contribuiti figurativi a fini pensionistici per ogni figlio; raddoppiare gli assegni  famigliari includendo anche lavoratori autonomi e coltivatori diretti; modificare l’I.S.E.E. introducendo coefficienti che diano maggiore peso ai carchi famigliari,  introdurre leggi nazionali istituendo  deduzioni o detrazioni per famigliari a carico; promuovere leggi che salvaguardino il lavoro per chi ha tre o più figli; ridurre l’IVA sui prodotti per l’infanzia.

A tal fine sono oltre una trentina in tutta Italia, dal Nord al Sud, le prefetture che hanno accolto le istanze  delle  delegazioni ANFN.  I  coordinatori  della sesta provincia   Maria Rosaria e Salvatore Masia,  sosteranno  circa sessanta famiglie appartenenti all’ ANFN locale , nel proporre  varie iniziative  affinché si pongano le  basi per  legiferare in merito a sussidi nazionali ben specifici.

E’ auspicabile da parte dell’associazione   l’attivazione  di  Centri Risorse per la Famiglia di carattere provinciale  già  da qualche tempo  finanziati dalla Regione, nonché l’apertura nella sesta provincia pugliese di Centri o Sportelli per la famiglia , che appaiono invece del tutto  assenti.

«Le nostre proposte – sostengono i coordinatori Bat – non stravolgono i conti dello Stato ma rappresentano un chiaro segnale di attenzione all’art. 31 della Costituzione, una possibile risposta all’inverno demografico ed un passo concreto verso una politica lungimirante, capace di guardare avanti. Non chiediamo assistenza ma il riconoscimento del valore dei figli per il bene di tutti e come investimento nel futuro».

Dora Dibenedetto

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here